![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Dal 2020, le principali Uscite in Edicola, Approfondimenti, Recensioni ed alcune interessanti News delle realtà del panorama editoriale a carattere popolare della Nona Arte, con frequenti tuffi nostalgici nel passato fumettistico italiano.
Chi ha superato la quarantina (come me, del resto), scommetto che auspica da tempo di avere la possibilità di poter “godere” delle ristampe integrali di tutte le storie dei vari personaggi che si sono alternati sulle pagine de “Il Giornalino” dei bei tempi: parlo, in ordine sparso, di Pallino, Micromino, Dodo & Cocco, Pon Pon, Mitty, Nicoletta, Vita da Cani… e molti altri. Tra questi, non poteva mancare anche (e soprattutto) Pinky, il mitico coniglio rosa, di professione reporter, probabilmente il personaggio di maggior successo della rivista, tanto da ergerlo quasi a mascotte della pubblicazione (un po’ come fu il papero Paperotti per la fu Masters Edizioni, ora diventato protagonista dei “Cucciolotti” della Pizzardi). Purtroppo, da quando “Il Giornalino” si è ridotto a una sua nemesi molto ridotta, quasi del tutto priva di fumetti (e quei pochi presenti sono quasi insignificanti, robetta da bambini in età prescolare), questo desiderio immagino sia diventato ancor più vivo. Ebbene, la notizia della settimana è che “Nona Arte”, la divisione da libreria della Editoriale Cosmo, ha annunciato la ristampa integrale di Pinky. Si tratta di volumi cartonati da 136 Pagine, che proporranno anche materiale inedito; a Novembre è prevista la prima uscita, che conterrà le prime due annate di pubblicazione, il 1973 e il 1974. Fin qui, tutto bellissimo. Ma la nota stonata è il costo: 29,90 Euro, un prezzo decisamente poco popolare che – purtroppo – immagino che scoraggerà anche i fan più accaniti. Anche perché per completare tutta la collezione è facile prevedere un salasso economico: se ogni volume contiene due annate, ne dovrebbero uscire almeno 20, per un esborso totale che si avvicina ai 600 Euro: una somma non alla portata di tutte le tasche, soprattutto ricordando il carattere popolare del fumetto dell’epoca (negli anni 90 “Il Giornalino” costava tra le 2.000 e le 3.000 Lire settimanali).
L’iniziativa è lodevole ed interessante, ci mancherebbe. Io stesso avrei voluto farla mia nella sua interezza. Ma passo giocoforza la mano, a malincuore, proprio per il prezzo. L’ideale, da appassionato, sarebbero stati bonellidi da 160 o 192 pagine, da proporre anche a 10-11 Euro, inserendo il materiale disponibile in una pubblicazione ben confezionata (in fondo, la parte grafica non ha un costo rilevante, con poco si può creare un prodotto ben fatto e, di conseguenza, accattivante, con la conseguenza di “attirare” un maggior numero di potenziali lettori). Diciamo sulla scia di quanto fece proprio la Editoriale Cosmo nel 2021, quando annunciò la ristampa integrale in ordine cronologico di “Rosco & Sonny”, un poliziesco sempre tratto da “Il Giornalino” molto interessante, a firma di Nizzi, Alessandrini e Torti. L’editore reggiano lo inserì nella collana di ristampa “I Grandi Maestri” (il contenitore era “Gli Albi della Cosmo”), in Albi da 96 pagine al prezzo, decisamente abbordabile, di 5,90. Una pubblicazione per me quasi perfetta nella sua concreta realizzazione, ma che purtroppo si concluse prematuramente dopo soli 4 albi, da quanto si è capito per il motivo più ovvio: le scarse vendite. E’ plausibile che proprio questo triste precedente possa aver inciso nella scelta di optare verso i cartonati (considerato che Nona Arte è comunque etichetta della Cosmo): evidentemente sono orientati a credere che un seppur esiguo numero di lettori affezionati, disposti però a spendere una tale somma, possa essere considerato sufficiente per tenere in piedi la collana fino al termine del materiale disponibile da ristampare. Questo, da un punto di vista editoriale, è assolutamente condivisibile. Ma si perde l’occasione di far recuperare ad una più vasta platea di appassionati un bel pezzo di storia del fumetto popolare nostrano (sopra, la prima tavola della prima storia di Pinky, tratta da «Il Giornalino» 39 dell’Ottobre 1973), realizzato magistralmente da un maestro qual era Massimo Mattioli (1943-2019). Perché Pinky (che nel tempo ha subito un netto miglioramento grafico, così come avvenne, ad esempio, per il Geppo della Bianconi), aveva una sua personalità ben delineata, follemente “matto” in senso buono e simpaticamente contagioso e surreale, graficamente “morbidoso”, colorato come un disegno per bambini piccoli, ma accattivante, e le sue storie demenziali erano irriverenti, sagaci, anche geniali. Come il suo creatore. In bocca al lupo.
Qualsiasi materiale pubblicato nel presente sito può essere riprodotto a condizione che venga citata la fonte — Mycomicsnews.it