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Dal 2020, le principali Uscite in Edicola, Approfondimenti, Recensioni ed alcune interessanti News delle realtà del panorama editoriale a carattere popolare della Nona Arte, con frequenti tuffi nostalgici nel passato fumettistico italiano.
La Panini ha da qualche mese lanciato in Edicola (proprio in questi giorni, è disponibile il Numero 2) una iniziativa dal forte sapore “vintage”, da ritenere interessante anche perché quasi unica nel suo genere: si tratta infatti di una collana di ristampe che ripropone le antiche strisce di Topolino di Arthur Floyd Gottfredson (1905-1986), che ne ha disegnato le avventure dal 1930 per ben quarantacinque anni (fino al 1975), contribuendo a portare al successo il personaggio creato da Walter Disney nel 1928, tra l’altro evolvendolo nel corso del tempo. È storia del fumetto. È un ritorno alle origini. E dove sta l’unicità, direte voi? Qualcosa è già stato fatto in passato, ma non a prezzi popolari: in questo caso, abbiamo tre fattori: il prezzo (solo 5,50) per uno spillato (altra particolarità) e in un formato praticamente gigante (altra peculiare caratteristica) in cui troviamo le vignette originali dell’epoca. Non è poco. È una mossa che “fa bene” al mondo del fumetto, perché è decisamente popolare, e perché può così permettere a una vasta platea di potenziali giovani leve di poter fruire di un pezzo di storia del fumetto. Topolino, infatti, è nato al cinema, ma ha trovato la sua identità nei fumetti usciti sui quotidiani statunitensi, per poi affermarsi soprattutto in Europa.

La collana si chiama “Topolino Classics” (con la “s” finale), è stata pensata per il vasto pubblico, in Albi di grande formato corredati da approfondimenti sulle storie e sul loro lascito nel fumetto Disney. Lo prendi in mano e ti stupisce per la grandezza, ricorda per certi versi il caro, vecchio “Il Giornalino”, ma è ancora più grande (23 cm x 32,5). Nel primo Numero, che è uscito a fine Aprile, abbiamo trovato la “classica” (per l’appunto) “Topolino nella casa dei fantasmi”, un mix perfetto di humour e mistero, con il “mitico” trio completato da Pippo e Paperino, e anche la deliziosa “Topolino e Piedidolci cavallo da corsa”, a completamento dell’Albo. Le copertine, inedite, ma fedeli all’originale, sono molto belle, ad opera di Casty, cui va un plauso per aver cercato di mantenere il più possibile l’originalità. Lo stesso dicasi per il Numero 2, che presenta “Topolino ed Eta Beta – L’uomo del 2000”, le cui tavole, firmate da Bill Walsh e Floyd Gottfredson, tornano in Edicola dopo decenni in formato originale non rimontato. Le pagine sono solo 40, ma hanno quell’effetto “vintage” che rende l’Albo praticamente “originale” rispetto alla produzione di oggi. Sinceramente io avrei preferito un bel brossurato con un formato più “tascabile”, anche con le vignette rimontate, ma se questo è il prezzo da pagare per avere un costo di copertina più popolare, va anche bene così. Ben vengano queste iniziative che possono riuscire a contribuire a diffondere la “cultura” Disney originale e a far capire ciò che è stata e che ha rappresentato all’epoca, cioè quasi un secolo fa, per la crescita del fumetto. Praticamente una rivoluzione, più degli smartphone quando hanno iniziato a diffondersi a macchia d’olio, ormai quasi tre lustri fa.
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